Il rugby libera la mente

carcereSabato 29 Marzo Velate Old è andata a sfidare la squadra della Casa Circondariale di Monza, ovviamente a casa loro.

Da ormai più di un anno è attivo un progetto rugby presso il carcere, organizzato dal Rugby Monza, e del Grande Brianza che ha coinvolto molti detenuti con un programma di allenamento settimanale.
Per i ragazzi del carcere è stata una delle rare occasioni di confrontarsi con una squadra dell’esterno, per gli Old Velate la strana esperienza di una trasferta dentro le mura, con un pubblico particolare: le guardie sugli spalti e gli altri detenuti dietro le sbarre.

La squadra della Casa Circondariale rispetto a quella incontrata l’ottobre scorso era parecchio rinnovata: molti giocatori sono stati trasferiti o sono usciti, altri nuovi ne sono arrivati.
Però i ragazzi superstiti della partita precedente ci hanno salutato come vecchi amici.
La squadra carceraria è composta da ragazzi, alcuni molto giovani, delle più varie provenienze: infatti al momento del saluto qualche spiritoso ha proposto di cantare almeno 7 o 8 inni nazionali diversi.

La partita si è svolta su due tempi, Old contro detenuti, esperienza contro gioventù, ovvero i lenti old contro i lesti carcerati: un confronto onesto, il punteggio non importava a nessuno.
Ma il tempo più bello, come al solito, è stato il terzo: le due squadre si sono mischiate e tutti hanno giocato insieme.
Anche in una situazione piena di limiti come quella del carcere, il rugby ha permesso di creare una relazione tra le persone.
E questo è vero a maggior ragione  per la squadra dei carcerati: di solito tra i diversi gruppi nazionali ci sono notevoli distanze , se non ostilità, tutte annullate sul campo dal vero spirito di squadra.

Il terzo, anzi a questo punto il quarto, tempo organizzato come sempre da Mastro Sioli ha permesso un ulteriore confronto tra i giocatori delle due squadre.

Alla fine  un ‘esperienza molto coinvolgente per tutti, per la quale ringraziamo, oltre all’ amministrazione carceraria e agli allenatori del Grande Brianza, anche il nostro compagno Leo che ha organizzato questa bella opportunità.

testo di Steve

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